

"L'arte della commedia" è uno dei testi metateatrali più importanti di Eduardo De Filippo, scritto nel 1964.
La commedia ruota attorno a Oreste Campese, capocomico di una compagnia di guitti itineranti che ha perso tutto a causa dell'incendio del proprio capannone teatrale. Campese si rivolge al neoprefetto De Caro per chiedere sostegno. A causa di un equivoco, il capocomico riceve l'elenco dei notabili del paese che devono incontrare il prefetto anziché il proprio foglio di via. Minaccia quindi di mandare i propri attori travestiti a incontrare l'autorità, generando nel prefetto il dubbio costante se le persone che riceverà (il medico, il parroco, il farmacista) siano cittadini reali con problemi veri o attori che recitano una parte.
Suaviter porta sul palco questo classico puntando proprio sul nucleo centrale del testo: una storia brillante, spiazzante e fortemente ironica. Lo spettacolo gioca con lo spettatore ponendo la domanda fondamentale del testo eduardiano: siamo davvero capaci di distinguere ciò che è autentico da ciò che è recitato?